Legalit@ – I codici delle relazioni

Bullismo, Cyberbullismo e DCA

Non è sicuramente difficile comprendere come mai per questo nostro primo anno di vita, abbiamo voluto affrontare il tema del bullismo e dei disturbi del comportamento alimentare. Perché trattare queste due tematiche? Cosa centra il bullismo, il cyber bullismo con i disturbi del comportamento alimentare?

Ricerche effettuate dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza hanno fatto emergere i devastanti effetti delle persecuzioni dei bulli:  Il 34% delle vittime di cyberbullismo ricorrerebbe alla chirurgia sia estetica che plastica per migliorare il proprio corpo; il 10% dei giovani è affetto da drunkoressia, un mix micidiale tra bevute alcoliche e anoressia; problemi legati all’alimentazione, ‘dieta dell’alcol’, partecipazione a challenge pericolose: queste sono spesso le reazioni incontrollate da parte di chi soffre a causa loro. Modelli alimentari disordinati negli adolescenti sono un fattore di rischio per la depressione futura e il bullismo da parte dei coetanei, con conseguenze simili per ragazze e ragazzi. Il disturbo alimentare è stato significativamente associato a futuri sintomi depressivi e allo stesso modo, il disordine alimentare è stato significativamente associato al bullismo da parte dei coetanei. Laddove è presente una cultura incentrata sull’estetica, sull’apparenza, viene sempre meno l’aspetto emotivo e di personalità e, l’adolescente che non è alla moda viene isolato dalla massa e, spesso e volentieri, bullizzato o preso di mira su chat e social network. Tutto questo determina una minore autostima, scarsa considerazione di se stessi, maggiore vulnerabilità e sensibilità ai commenti, ai giudizi e alle critiche, uno stato ansioso, paura del confronto con gli altri e inibizione da un punto di vista relazione.

Attraverso gli interventi dei nostri partner e collaboratori convenzionati abbiamo tentato di  fare un lavoro sistematico in sinergia con la scuola. Offrire spunti di riflessione per un lavoro partecipato, per  educare i ragazzi all’affettività e all’empatia, per far comprendere loro che ciò che fanno ha delle conseguenze sempre e o comunque.

Bullismo e Cyberbullismo

A mano a mano che la ricerca sul bullismo procede, e con essa la nostra comprensione dei meccanismi sottostanti i comportamenti di prepotenza, la cornice teorica in cui inquadrare i programmi anti-bullismo si arricchisce. Tuttavia, l’elemento che ne costituisce l’ossatura rimane l’approccio ecologico-sistemico. Un punto su cui vi è sostanziale accordo a livello internazionale, infatti, è la necessità di implementare azioni mirate a cambiamenti del sistema, andando ad agire a differenti livelli, anziché esclusivamente sul cambiamento del comportamento aggressivo individuale. In sintesi, nonostante alcune specifiche differenze tra i diversi programmi anti-bullismo che possiamo trovare in letteratura, è possibile individuare alcuni elementi comuni:

L’approccio ecologico sociale: in primo luogo tutti i programmi anti-bullismo riconoscono la natura contestuale è relazionale di un fenomeno che si manifesta in un ambiente sociale composto dagli studenti, dal personale della scuola, dai genitori ed all’ambiente fisico stesso. Le principali implicazioni per gli interventi di questa prospettiva sono la definizione di una politica scolastica e l’approccio di Comunità e istituzionale.

Formazione del personale della scuola: tutti i programmi anti bullismo includono lo staff della scuola come parte attiva dell’intervento. Di conseguenza, si rende necessaria una adeguata formazione e supervisione degli adulti presenti a scuola allo scopo di aumentarne la sensibilità e l’attenzione verso il problema, di renderle più capace di riconoscere le prepotenze, di gestire un sistema di regole anti bullismo e di intervenire efficacemente di fronte agli episodi più gravi.

Il ruolo attivo degli studenti: poiché il bullismo consiste, sostanzialmente, in un problema relazionale tra pari, i programmi anti-bullismo condividono l’inclusione del gruppo dei pari come target privilegiato dell’intervento. Ciò significa l’implementazione di diverse azioni volte a modificare consapevolezza, atteggiamenti e, in ultima istanza, comportamenti di tutti gli studenti facenti parte del gruppo, non solo di quelli coinvolti direttamente nel fenomeno. Alcuni programmi si focalizzano soprattutto sul cambiamento degli atteggiamenti del clima del gruppo altri più specificatamente sulla responsabilizzazione degli spettatori.

Il coinvolgimento dei genitori: anche se con modalità e gradi differenti, i diversi programmi anti-bullismo riconoscono l’opportunità di coinvolgere i genitori nel progetto scolastico. Le attività tipicamente rivolte a genitori sono quelle di sensibilizzazione e di educazione. Tuttavia, il lavoro con i genitori rimani, a oggi, quello più difficile da integrare in un progetto anti bullismo.

Da “Gli interventi anti-bullismo ” di Gianluca Gini/Tiziana Pozzoli

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

Gli effetti dannosi del bullismo hanno ricevuto maggiore attenzione negli ultimi anni, dando inizio a un’importante conversazione nazionale.
Il bullismo a scuola può iniziare in tenera età e i bambini con corpi di peso più elevato hanno il 63% in più di probabilità di essere presi in giro rispetto ai loro coetanei più magri. In effetti, ben il 65% delle persone con disturbi alimentari afferma che il bullismo ha contribuito alla loro condizione.
Durante la crescita gli adolescenti, attraversano una vasta gamma di problemi psicologici e fisici e sono impegnati a “lavorare” sulla consapevolezza dell’immagine del corpo. In effetti, molti adolescenti sono estremamente consapevoli del loro aspetto fisico e di come sono percepiti dagli altri.
Di conseguenza, quando diventano vittime di bullismo e vengono presi in giro per il loro peso si sentono spesso tristi provando vergogna per il proprio corpo. Questo può portare a sentimenti di depressione, bassa autostima e scarsa immagine corporea. Possono anche evitare di stare con gli altri o smettere di fare le loro solite attività.
Alcuni adolescenti ricorrono a misure drastiche e assumono comportamenti pericolosi al fine di controllarne il peso.
Per alcuni, si sviluppa un disturbo alimentare mentre cercano di conformarsi a ciò che ritengono che gli altri trovino accettabile. Quindi, quando i bulli prendono di mira le loro dimensioni, la loro forma, il loro peso o un altro fattore, ciò esercita una pressione aggiuntiva su di loro per conformarsi. Crea anche livelli estremi di ansia per il loro peso.
Per altri, un disturbo alimentare dà loro un senso di controllo in un momento in cui il bullismo fa sentire la loro vita fuori controllo. I bulli spesso ostracizzano, minacciano, diffondono voci e prendono in giro le loro vittime. Quindi per molti, un disturbo alimentare può farli sentire potenziati in almeno un’area della loro vita.
A peggiorare le cose, prendere in giro qualcuno per il loro peso sembra essere socialmente accettabile. In effetti, i commenti negativi costanti su peso e dimensioni sono spesso condivisi e considerati senza sensibilità.

William E. Copeland, Cynthia M. Bulik, Nancy Zucker, Dieter Wolke, Suzet Tanya Lereya, Elizabeth Jane Costello

L’accesso ai contenuti informativi/formativi, potrà avvenire solo dopo la stipula dell’accordo di rete “Né vittime né prepotenti” scaricabile nell’apposita sezione, debitamente compilata ed inviata a comunicazione.spaziolegalita@pec.it e previa registrazione al portale.

Se sei già registrato, nella sezione “I nostri esperti” saranno visibili i video e sarà possibile scaricare il materiale